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perché si chiede scusa

Chiedere scusa per tutto ciò che si fa: perché non è bene e come provare a smettere (in tre mosse)

Chiedere scusa, quando si è fatto un errore, è importante. Denota la capacità di sapersi prendere le proprie responsabilità, di saper costruire relazioni basate sulla sincerità, di avere sicurezza in se stessi e nel rapporto con la persona a cui si rivolgono le scuse.

Un conto, però, sono le scuse dovute; un altro è il continuare a scusarsi con tutti su tutto ciò che si fa.

Quante volte abbiamo iniziato una mail o una telefonata importanti con un “Mi scusi se la disturbo…”, oppure al bar abbiamo chiesto un caffè con un “Mi scuso, potrei avere …”, o ancora ci siamo scusati al lavoro per un problema senza che la colpa fosse veramente nostra?

Chiedere scusa è un comportamento sociale

chiedere scusaQuesto impulso a chiedere scusa in continuazione potrebbe avere origine nella nostra educazione, quando “Chiedi scusa” era una delle frasi più spesso ripetute dagli adulti quando ci capitava di fare qualcosa di socialmente sbagliato (il che per un bambino è assolutamente normale, sta imparando le buone maniere).

Non c’è nulla di male nell’imparare i giusti comportamenti da tenere con le altre persone.

Il problema nasce quando questa tendenza alla cortesia si sovrappone ad altre tematiche psicologiche tipiche di chi chiede scusa troppo spesso e – soprattutto – quando non ne avrebbe alcuna necessità.

Perché si chiede scusa troppo spesso?

Se chiedere scusa quando si sbaglia è sintomo di forza d’animo, farlo quando non si dovrebbe potrebbe denotare una volontà di compiacere l’interlocutore, un sentimento di inferiorità nei suoi confronti o una scarsa sicurezza in noi stessi. Per evitare un possibile conflitto verbale, ci facciamo istintivamente da parte, concedendo la vittoria all’altro senza nemmeno provare a dare la nostra opinione.

In queste occasioni il nostro bambino interiore – quell’esserino spaventato e bisognoso d’affetto che continua a vivere in tutti noi – emerge e prende il controllo delle nostre reazioni senza che ce ne rendiamo conto. In men che non si dica siamo tornati ad essere QUEL bambino.

Chiedere sempre scusa è come un gatto che si morde la coda

La tendenza a chiedere sempre scusa viene da dentro di noi, è alimentata dalle nostre insicurezze e dal nostro bisogno di compiacere. Ma produce a sua volta potenti effetti negativi , che si ritorcono contro di noi e alimentano a loro volta le nostre insicurezze.

Dire “mi dispiace” anche quando sentiamo, profondamente e intimamente, che non è colpa nostra, che noi abbiamo fatto tutto quanto avremmo dovuto per evitare un problema è un duro colpo alla nostra autostima. Ci fa sentire più deboli e incapaci di sostenere un confronto e, la volta successiva, sarà ancora più difficile far valere la nostra opinione.
Nei rapporti interpersonali o di lavoro, poi, questa cattiva abitudine non manca di far passare al nostro interlocutore il messaggio che la sua opinione vale più della nostra o che, messi di fronte alla giusta dose di aggressività, noi ci tiriamo indietro.

Cominciamo a chiedere scusa solo quando realmente serve: tre passi da compiere

1.    Riflettiamo su come la nostra educazione può aver alimentato questa tendenza all’eccesso di scuse

Riflettere sulle proprie reazioni istintive è il modo migliore per iniziare a comprendere come funziona la nostra mente, su quali sono i nostri punti deboli e dove dobbiamo lavorare per migliorare noi stessi.

Chiediamoci, ad esempio, se quando eravamo bambini la nostra opinione aveva un valore oppure se non veniva mai presa in considerazione.

Oppure valutiamo qual è la nostra prima reazione quando il nostro interlocutore mette in discussione il nostro parere. Ci sentiamo arrabbiati? Oppure deboli? O ancora delusi?

2.    Esaminiamo il contesto

Ripensiamo a tutte le occasioni nelle quali abbiamo preferito non iniziare una discussione di fronte ad una posizione sulla quale non eravamo assolutamente d’accordo, ma espressa in maniera aggressiva o da una personalità forte.

Per ognuna, cerchiamo di capire quali sono le costanti che ci mettono in difficoltà, provocando le scuse (aggressività dell’interlocutore? Un contesto intimidente? Aver dormito male la notte prima?).

3.    Sostituiamo le scuse non dovute con un discorso argomentato che comunichi il nostro punto di vista

Non sempre è possibile, ma quando abbiamo abbastanza tempo un ottimo modo per limitare le proprie debolezze è quello di prepararsi a fondo, magari provando e riprovando un discorso, un esame o una lezione davanti allo specchio.

E’ come un addestramento: dobbiamo partire dalle cose più semplici, dai contesti più protetti per poi alzare man mano l’asticella della difficoltà.

Se, ad esempio, il partner o un familiare ci mettono in difficoltà in determinate occasioni (spesso capita quando sono arrabbiati o stanchi) perché non approfittarne per iniziare una discussione pacata e civile, mettendo in chiaro il proprio punto di vista senza aggressività?

Ogni passo, per quanto piccolo, è una vittoria che ci porta un po’ più lontano, aumenta la nostra autostima, diminuisce l’ansia di fronte al prossimo interlocutore.

E un domani, con impegno, riusciremo persino a dire “Mi dispiace” sentendoci bene.

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