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Smartphone e bambini: come (e quando) educarli ad un utilizzo consapevole

Il rapporto che i nostri figli hanno con le nuove tecnologie della comunicazione è estremamente diverso dal nostro.

Per noi esisteva solo la televisione. Era perciò relativamente facile per i nostri genitori dare regole semplici da seguire e verificare il nostro corretto comportamento: tot ore al giorno, dopo aver fatto i compiti, e stop.

Oggi tra smartphone, tablet, pc connessi ad internet, consolle per i videogiochi le possibilità per i nostri figli sono praticamente infinite. E aumentano esponenzialmente le difficoltà di noi genitori, anche di fronte a bambini spesso più abili di noi nella gestione di tutti questi oggetti tecnologici.

Quello che non cambia è la necessità di stare accanto a loro. Per insegnare, educare ed accompagnare nell’esplorazione di un mondo nuovo e strano, pieno di attrattive e potenziali trappole.

Quando regalare il primo telefonino?

La prima domanda da farsi è: quando? A che età i nostri figli sono mentalmente pronti a gestire questo strumento? Una risposta univoca, in realtà, non esiste. Dipende da molti fattori: le esigenze familiari, la maturità dei figli, la volontà e la possibilità di noi genitori di fare da tutor in questo percorso.

Generalmente i pediatri e gli educatori sconsigliano l’utilizzo del cellulare per tutta la scuola elementare e, possibilmente, anche per le medie.

In realtà è difficile che oggi un dodicenne non abbia in tasca uno smartphone e i genitori cominciano a porsi una seconda domanda…

Si può insegnare ad utilizzare uno smartphone?

smartphone e bambini

Diciamocelo subito: probabilmente un dodicenne di oggi, che ha avuto in mano un tablet o un pc o lo smartphone di mamma e papà e che si confronta quotidianamente con i propri coetanei ha già un bagaglio di informazioni tecniche pari o superiore al nostro.

Sarà già capace di scaricarsi le sue app, di effettuare il login, di cercare video e tutorial su internet.

Non dobbiamo certo insegnar loro la tecnica, ma accompagnarli nella gestione attenta e consapevole.

In questo senso, l’obiettivo da raggiungere è far capire ai nostri figli che il telefonino non è un gioco, ma uno strumento: utile, divertente, potente ma anche potenzialmente pericoloso.

Il genitore “mentore digitale”

Quando nostro figlio inizia a camminare, sosteniamo i suoi primi passi; quando inizia ad andare in bicicletta lo sorreggiamo finché non sarà in grado di cavarsela da solo.

Per l’uso del cellulare la cosa è, più o meno, la stessa.

Finche non avrà preso piena consapevolezza, l’uso dello smartphone sarà supervisionato, guidato e condiviso da noi genitori, magari prendendo a pretesto la nostra scarsa conoscenza tecnica: possiamo, ad esempio, farci spiegare come si usano le app di messaggistica (Whattsapp, Telegram o Messenger che sia) e cogliere l’occasione per spiegare alcune regole base di comportamento a tutela della privacy e dell’identità digitale di nostro figlio (niente condivisione di foto o informazioni private, vietate le catene di sant’antonio, vietatissimo sparlare o deridere gli altri).

Il ruolo fondamentale della fiducia reciproca

Come in tutti i campi dell’educazione, proibire qualcosa non è un buon approccio: crea aspettativa, ansie e contrasti. Molto meglio condividere, imparare insieme, parlare dei dubbi.

Questo approccio fornirà l’occasione di educare pian piano, affrontando i problemi man mano che si presentano e inserendo gradualmente le regole basilari per l’utilizzo dello smartphone.

Soprattutto nei primi tempi, questo significa che l’accesso al telefono dovrà essere apertamente condiviso, ma sempre con rispetto reciproco. Niente incursioni notturne e di nascosto, per intenderci, ma – ad esempio – una visione delle chat fatta insieme, chiedendo informazioni sui componenti dei gruppi, sui contatti, sui numeri di telefono non registrati in rubrica.

Nostro figlio deve sapere per che noi non guarderemo mai il telefono senza la sua presenza e approvazione, ma deve anche sapere che ogni tanto chiederemo di vedere insieme a lui le attività svolte. Per analizzare le criticità e imparare a gestire al meglio lo strumento.

In conclusione

C’è poco da fare: che lo si voglia o meno lo smartphone è ormai parte integrante delle nostre vite e di quelle di nostri figli. Il nostro compito di genitori è quello di educare alla vita e, quindi, insegnare ai figli ad utilizzare uno strumento tecnologico seguendo le norme di sicurezza, la scala di valori e di comportamento che ci attendiamo seguano anche nella vita quotidiana.

Senza caricare questo passaggio di eccessive ansie o paure, ma anche senza sottovalutarne i potenziali pericoli e difficoltà.

Per approfondire:

Michele Facci:Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet

 

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