Categoria: Psicosomatica

stress sotto controllo

Gastrite: quando lo stomaco ci parla di noi e della nostra mente

Fateci caso: durante le vacanze estive mangiamo di più, in maniera più sregolata e ci concediamo molte di quelle licenze alimentari (il bicchiere di vino, quel fritto misto che ci attira tanto, il dolce a fine pasto) che generalmente stiamo attenti a non permetterci. Eppure raramente il nostro stomaco ne risente. E’ come se riuscissimo a digerire “anche i sassi”.

Poi, da settembre in avanti, basta un nonnulla per ritrovarci con la nostra amica gastrite, quel bruciorino di stomaco che ci accompagna sempre e per il quale basta qualche piccolo “sgarro” alle abitudini per trasformarsi in un fastidiosissimo fuoco alla bocca dello stomaco.

Lo stomaco: un laboratorio chimico in miniatura

Dal punto di vista fisiologico, il nostro stomaco è un vero e proprio laboratorio chimico in miniatura. Il suo compito è “bruciare” il cibo e trasformarlo in elementi essenziali utili al nostro corpo grazie all’azione dei succhi gastrici.
Un compito, questo, che dal punto di vista simbolico è molto importante perché rappresenta il nutrimento sia dal punto di vista fisico sia da quello emotivo (affetti, emozioni, legami personali).

 

La produzione di succhi gastrici e il rapporto con il sistema nervoso

Semplificando molto, possiamo dire che i succhi gastrici sono composti da acidi che attaccano gli alimenti e li scompongono grazie alla loro azione corrosiva.
Le più recenti ricerche hanno anche dimostrato che la produzione di succhi gastrici aumenta con l’iperattività del sistema nervoso autonomo.
Va da sé che, essendo per natura aggressivi, se i succhi gastrici sono prodotti in eccesso provocano una serie di disturbi al nostro stomaco che vanno dal banale bruciore alla più grave ulcera.

Il potere simbolico dello stomaco

E’ significativo il ruolo dello stomaco anche nella mitologia: pensiamo al racconto biblico di Giona che, nello stomaco della balena, trova la sua strada nel mondo. Ma anche alla favola di Pinocchio, che nella balena ritrova suo padre e la sua umanità.
Questo perché il nutrimento è uno degli istinti primordiali dell’uomo, è il primo approccio alla madre (e, reciprocamente, al figlio). Mangiare significa introdurre dentro di sé parti del mondo esterno e trasformarle secondo i propri bisogni.

Quando lo stomaco “inghiotte” tutte le cose che non ci vanno

Quando ci fa male lo stomaco, dunque, non dipende solo dalla qualità o quantità di cibo inserito, ma anche dal cibo “simbolico”, affettivo ed emotivo. Anche nel linguaggio comune parliamo di una situazione che “non ci va giù” o che “non digeriamo”, di persone che “ci stanno sullo stomaco”. I disturbi dello stomaco raccontano quindi di un’abitudine a mandare giù cose che non sopportiamo, come se il suo compito fosse anche quello di digerire la rabbia che non riusciamo ad esprimere.

Rabbia ed aggressività inespresse od eccessive e rapporto con il bruciore di stomaco

Sul lavoro, in macchina, con figli e parenti. Sono tante le situazioni quotidiane nelle quali dobbiamo inghiottire bocconi amari senza poter replicare – sia per convenienza, gerarchia, quieto vivere – oppure nelle quali abbiamo reazioni eccessivamente rabbiose, smisurate. Ed è in questi casi che il nostro stomaco può diventare il “portavoce” fisico della nostra incapacità di gestire e comunicare al meglio le nostre emozioni. In questi casi manca o è carente la capacità di elaborare i nostri vissuti.
Dal punto di vista psicologico la rabbia e l’aggressività sono le emozioni che, se inespresse o non controllate, influiscono maggiormente sul sistema digerente.

Imparare a riconoscere e a gestire le nostre emozioni

stress sotto controllo

Tenere sotto controllo lo stress con sport e pratiche di meditazione è importante, così come imparare a gestire al meglio i cibi e le bevande che ingeriamo. Ma quando il bruciore di stomaco, la gastrite sono chiaramente legati alla nostra difficoltà nell’esprimere o nel controllare la nostra rabbia e la nostra aggressività (che sono, spesso, la faccia della stessa medaglia) allora è necessario capire il perché della loro origine e della nostra difficoltà.

In questi casi, il ricorso ad una figura esterna può aiutare a canalizzare la rabbia in modo costruttivo e consapevole, rendendola un importante supporto e impedendole di danneggiarci.
Magari insieme ad un cucchiaino di bicarbonato.

 

 

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