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Genitori e figli: educare non è un mestiere come un altro

Esiste davvero il mestiere del genitore? Esiste, cioè, una tecnica universale da poter applicare per essere certi del risultato finale? La risposta, ovviamente, è un bel NO.

Quando si parla di educazione dei figli le variabili in campo sono tali e tante da rendere poco prevedibile l’esito dei nostri sforzi.

Educare un figlio è dunque una battaglia persa in partenza? Anche in questo caso, per fortuna, la risposta è NO: vediamo perché.

Essere genitori, il mestiere più complicato del mondo

“Quando si ha un bambino non si può ipotecare il suo futuro” scriveva Sigmund Freud, intendendo così spiegare come l’esito dei nostri interventi educativi non debba necessariamente condurre all’esito che noi ci aspettiamo (o meglio, speriamo).

I nostri figli, fin dai primi giorni di vita, sono esseri umani con un’identità ben precisa. Magari ancora allo stato grezzo, magari passibile di modifiche e di aggiustamenti, ma hanno comunque un carattere di cui dobbiamo tener conto nel corso della loro crescita.

Non si può, infatti, pensare di applicare ogni volta la stessa regola e sperare di avere lo stesso risultato ottenuto in passato. Sarebbe come lanciare dieci frecce di seguito e centrare lo stesso identico punto ogni volta. Sarebbe bello, ma è praticamente impossibile perché le circostanze esterne cambiano ogni volta, magari impercettibilmente ma cambiano.

La parola magica è “adattabilità”

L’essere umano non è diventato la specie dominante del pianeta perché è l’animale più forte, o il più veloce, o il più astuto. Lo è diventato perché ha saputo adattarsi alle circostanze, ha saputo vivere in ambienti diversissimi tra loro cambiando pelle (letteralmente) ogni volta e ogni volta imparando cose nuove, evolvendosi, modificandosi.

“Adattabilità” è dunque la parola magica che ha decretato il successo della specie umana e la varietà dei comportamenti dei bambini – che tanti grattacapi procura agli educatori – è in realtà la chiave del loro successo: favorisce infatti il loro adattamento ad un mondo in rapido mutamento.

In questo contesto, impostare un “programma” di educazione rigido, basato su regole ferree ed universali è dunque limitante, per l’educatore e per il bambino stesso.

Il segreto: accettare i propri limiti

Accettare il fatto che non possiamo “costruire” i nostri figli come noi li vorremmo, che non possiamo sostituirci a loro per evitare che facciano errori (che, molto spesso, sono gli stessi che abbiamo fatto noi) significa accettare i propri limiti di genitore.

Genitori e figli

Non è facile, per nulla. Avere l’esperienza e la maturità per capire immediatamente che quello che il bambino (o l’adolescente) sta facendo condurrà al disastro (più o meno grande) complica ancor più le cose.

Ma è dagli errori che si impara. Se la NASA, per fare un esempio, non avesse rischiato di far esplodere una serie di razzi solo per paura di sbagliare, sulla Luna l’uomo non sarebbe mai arrivato.

Il ruolo dei genitori è come quello di un giardiniere

Dunque, massima libertà ai figli di sperimentare e nessun intervento dei genitori? Qualcuno, in passato, ha ipotizzato un’educazione basata sulla completa libertà, ma la cosa non ha funzionato. Così come non ha funzionato l’educazione basata totalmente sulla gerarchia e regole ferree.

In realtà il compito dei genitori è estremamente importante perché, come fanno i giardinieri con i fiori, devono preparare un terreno adatto in cui farli crescere, curare il germoglio, dargli la libertà di svilupparsi assecondando le sue potenzialità e attitudini.

Come diceva lo psicanalista inglese Donald Winnicott, bisogna sostenere il “gesto spontaneo” del bambino, aiutandolo a riconoscere il proprio sé. Così facendo, anche se prenderanno una strada diversa da quella che avevamo immaginato per loro, porteranno sempre il nostro amore e la nostra approvazione, affrontando il mondo con più sicurezza.

D’altronde una rosa non sarà mai una viola e un bravo giardiniere capisce come adattare i suoi interventi ad una specie piuttosto che all’altra. Alla fine del percorso, se abbiamo fatto tutto con amore e rispetto, avremo comunque due splendidi fiori.

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