Mese: <span>Giugno 2017</span>

Decidere con la testa o con il cuore

Decidere con la testa o con il cuore? Perché non possiamo dirci perfettamente razionali (ed è meglio così)

Tutti noi, chi più chi meno, siamo convinti di essere persone perfettamente razionali, capaci di prendere una decisione o valutare un fatto grazie alla nostra capacità di analizzare le prove che abbiamo di fronte.

La camicia da acquistare, il cibo da mettere in tavola, la decisione di iniziare una dieta o di cambiare lavoro, di comprare casa o di quale vacanza fare… tutte scelte che compiamo solo ed esclusivamente sulla base dei dati di fatto e di un ragionamento perfettamente logico.

Ma siamo sicuri che sia veramente così?

Le due razionalità

Prima di tutto dobbiamo definire cosa significa essere razionali.

Generalmente si distinguono due tipi di razionalità: quella epistemologica e quella strumentale.

La prima è quella che ci fa credere che le cose per le quali abbiamo prove certe ed evidenti siano corrette. E che, eventualmente, ci fa cambiare idea su un fatto quando veniamo a conoscenza di ulteriori prove.

Ad esempio: ieri sera era avanzata una fetta di torta e io mi sveglio sicuro che in frigo ce ne sia ancora per la mia colazione. Scendendo le scale ho però incontrato un mio amico goloso con la bocca sporca di briciole. Posso ragionevolmente pensare che quella fetta di torta sia sparita.

La seconda razionalità si attiva quando decidiamo di compiere una serie di azioni necessarie per arrivare ad un obiettivo. Ad esempio voglio dimagrire prima dell’estate e, quindi, predispongo un piano di esercizi che abbia quello scopo.

L’irrazionale dentro di noi

Non bisogna certo guardare troppo lontano per capire che la nostra supposta razionalità, alle volte, vacilla.

Quante diete abbiamo iniziato per poi abbandonarle? Quante sigarette erano l’ultima sigaretta? Quante volte abbiamo fatto mesi di ricerche di mercato per acquistare qualcosa e poi abbiamo cambiato idea all’ultimo minuto perché quello che avevamo scartato “aveva un colore così carino”? (e tanti saluti alla razionalità strumentale).

Per non parlare delle opinioni e credenze che siamo assolutamente certi siano basate su dati di fatto incontestabili, ma che tali non sono (e anche la razionalità epistemologica va a farsi un bel giretto).

Il ruolo delle emozioni nelle decisioni umane

All’inizio degli anni ’90 il neuro scienziato Antonio Damasio ha capito che le nostre decisioni – specialmente quelle importanti e strategiche, nelle quali la razionalità dovrebbe farla da padrona – sono in realtà già state prese dalla nostra pancia. Ha infatti notato come il corpo delle persone reagiva alle emozioni positive o negative in una decisione difficile.

Il bello è che questi messaggi fisici contribuiscono ad aumentare e rendere più efficiente il processo decisionale.

Questa idea è stata sviluppata recentemente dalla filosofa Lisa Bortolotti, che ha mostrato che la nostra mente tende a razionalizzare una decisione DOPO che l’abbiamo presa.

Semplificando: prima scelgo un vestito sulla base di impulsi emozionali e poi mi dico che era la scelta più logica da fare.

Decidere con la testa o con il cuore? Farlo (anche) con la pancia conduce ad una scelta migliore

I più grandi decisori del mondo sanno che il ruolo dell’intuizione, delle emozioni, sono fondamentali nel prendere una decisione strategica.

“Se avessi chiesto ai miei clienti cosa avessero voluto, mi avrebbero risposto un cavallo più veloce”, diceva Henry Ford. Ma la sua decisione di creare una fabbrica di automobili non si è basata solo su analisi statistiche, calcoli economici e ricerche di mercato.

Si è basata, in gran parte, su una sua intuizione, su un’emozione.

Con la sua intuizione, Ford ha cambiato il mondo.

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